
La Global Sumud Flotilla, è una flotta coordinata e non violenta, composta per lo più da piccole imbarcazioni che salpano dai porti del Mediterraneo per rompere l'assedio illegale imposto dall'occupazione israeliana della Striscia di Gaza e portare solidarietà e cibo alla popolazione palestinese.
Video Instagram di lancio dell'inziativa umanitaria
Le prime barche sono salpate da Barcellona e faranno rotta su Tunisi, dove convergeranno tutte le imbarcazioni della Flottilla per unirsi e navigare insieme verso Gaza. Dall'Italia sono salpate quattro barche da Genova che stanno raggiungendo Catania dove si uniranno ad altre barche e altre ancora sono salpate dalla Grecia. La Flottilla conta tra le 40 e le 50 imbarcazioni e riunisce una coalizione eterogenea di partecipanti internazionali (tra cui quelli coinvolti in precedenti iniziative via terra e via mare come la Maghreb Sumud Flotilla, la Freedom Flotilla Coalition e il Global Movement to Gaza) con delegazioni provenienti da 44 Paesi tra cui Italia, Spagna, Francia, Germania, Portogallo, Belgio e Danimarca e circa 500 partecipanti volontari: attivisti, medici, avvocati, artisti e politici (a bordo anche Greta Thunberg, Ada Colau, ex sindaca di Barcellona e quattro parlamentari italiani). Ogni imbarcazione rappresenta una comunità e il rifiuto di rimanere in silenzio di fronte al genocidio.

Accanto alle barche in navigazione, ci saranno mobilitazioni e cortei in molte città europee per tenere alta l'attenzione sulla Flottilla e accompagnare costantenemente la missione di solidarietà. Da qui potremo seguire le barche nel loro viaggio https://www.globalsumudflotilla.org/tracker/
E' importante fare rumore mediatico su questa missione, puoi farlo anche tu da casa, segui la Global Sumud Flottilla, segui il Global Movement to Gaza Italia, agisci, tagga i video, condividili, coinvolgi i tuoi contatti, sostieni la missione.
Parlarne, renderla virale, tenere accesi i riflettori è il modo che tutti noi abbiamo di scegliere da che parte stare.
Tagghiamo le istituzioni sui social, scriviamo mail, scendiamo in piazza, utilizziamo tutti i canali a nostra disposizione per farci sentire il più possibile. Facciamo rete e facciamo in modo che ci prestino attenzione. Che anche i governi scelgano finalmente da che parte stare.
Basta silenzio. Basta complicità.